Torino mediAzione - Mosaico Azioni per i Rifugiati
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Torino mediAzione

Il progetto “Torino Mediazione” nasce con l’obiettivo di realizzare delle attività di mediazione sociale multilivello, consentendo alle persone che si trovano in una situazione di necessità o di vulnerabilità di ottenere supporto e orientamento nella conoscenza delle informazioni e dei servizi offerti dal territorio stesso.

Idea e realizzato da

in collaborazione con

Con questo progetto abbiamo abbracciato la sfida dell’inclusione, attraverso attività diffuse di accompagnamento, aggancio, conoscenza/relazione.

Le attività progettuali sviluppate

1. Outreach, con il lavoro di mediazione di strada

L’equipe di mediatori sociali di strada ha realizzato turni diurni e notturni in aree critiche della città, tra le quali la stazione di Porta Palazzo-Aurora, Porta Nuova-San Salvario, l’autostazione di Porta Susa. Grazie al progetto è stato possibile potenziare il lavoro di prossimità in strada, fondamentale per raggiungere coloro che pur trovandosi in una condizione di disagio sociale ed abitativo, non si rivolgerebbero in modo autonomo ai servizi offerti dal presente progetto. L’attività è stata quindi un’azione di outsourcing e di sostegno alle situazioni di fragilità, in un’ottica di prevenzione dei conflitti.

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2. Creazione di spazi di mediazione diffusa all’interno delle Case del Quartiere “Cecchi Point” (zona aurora) e “San Salvario”.

Grazie al progetto sono stati realizzati spazi di mediazione diffusa all’interno di due Case del Quartiere (CdQ), “Cecchi Point” e “San Salvario”, in collaborazione rispettivamente con Educadora Onlus e Agenzia di sviluppo locale San Salvario. Gli sportelli sociali sono infatti centri di ascolto attivo e sostegno per la comunità, promuovendo la costruzione e il rafforzamento dei legami sociali. Una mediatrice sociale di Mosaico ha contribuito all’implementazione delle attività di ciascuno sportello, condividendo con le Case del Quartiere la metodologia della mediazione sociale. L’obiettivo principale di questa azione è stato promuovere un movimento “da fuori a dentro”, incoraggiando una maggiore partecipazione della popolazione migrante nelle attività delle Case del Quartiere e contribuendo alla diffusione delle opportunità offerte da ciascuna di esse verso l’esterno.

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3. Ideazione di percorsi individualizzati di autonomia nell’accesso ai servizi

I percorsi individualizzati hanno favorito il rafforzamento dell’inclusione attiva in percorsi di autonomia di lungo periodo. Ad esempio, nell’accesso alle sedi amministrative, uno strumento fondamentale di prevenzione alla marginalità sociale, per permettere il corretto espletamento dei doveri di cittadinanza. Tra i destinatari una particolare attenzione è stata riservata alle persone senza fissa dimora in condizione di marginalità sociale, ai nuclei migranti monogenitoriali e ai rifugiati.

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4. Creazione di spazi di ascolto per operatori dei servizi istituzionali

Mettendo a disposizione del personale dei servizi istituzionali gli strumenti della mediazione sociale, è stata favorita la dimensione relazionale del confronto con l’utenza straniera. Con la creazione di condivisione partecipativa è stato possibile riflettere collettivamente su tematiche quali la comprensione, la comunicazione e l’assistenza agli utenti stranieri, potenziando complessivamente l’efficacia e la qualità dei servizi offerti.

Ente finanziatore

Durata: 1° marzo 2023 – 31 maggio 2024

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